Lo scorso 18 dicembre abbiamo approvato il bilancio di previsione 2016 del Comune di Parma. I bilanci pubblici sono materia complessa e certamente poco appassionante, ma è importante che ogni cittadino si informi, perché sono soldi di tutti. E’ indispensabile controllare ciò che fanno i propri amministratori per evitare che scandali come quelli accaduti nella nostra città nel 2011 si ripetano nuovamente.

Qui sopra trovate il video del mio intervento, che ripercorre un po’ di quanto fatto finora e proverò a sintetizzarlo di seguito.

Oggi, finalmente, si può tornare a parlare di progetti per il rilancio di questa città. Ma questo è dovuto al grande lavoro fatto in questi 3 anni. Se è arrivato l’importantissimo riconoscimento dell’UNESCO è perché la Giunta può lavorare sul futuro, invece che rincorrere continuamente le urgenze e le emergenze che arrivano dal passato.

Si è fatto un lavoro di razionalizzazione della spesa. Le spese per i dirigenti ad esempio sono passate da 5 Milioni, a poco più di 2 milioni e mezzo. Sono calate quelle sui dipendenti. Si era passati da 55 a 48 milioni, ma ora tornano leggermente a crescere perché si può tornare a fare qualche assunzione e vanno sottolineate le 30 previste nei prossimi 3 anni per quanto riguarda il Corpo di Polizia Municipale. Questo a dimostrazione che il problema della sicurezza ce lo abbiamo a cuore e ci investiamo risorse importanti.

E’ calato il debito del Comune che è passato dai 165 milioni del 2012 ai 129 del 2016 (solo quello dell’ente, partecipate escluse). Grazie a questi rimborsi calano anche gli oneri finanziari che dobbiamo sostenere ogni anno. Si passa dai 3,8 milioni del 2012 ai 2,3 milioni del 2016. Un milione e mezzo da destinare ai servizi per la collettività. Da qualche tempo abbiamo azzerato i debiti scaduti verso fornitori, pagando tutto il pregresso e rispettando costantemente i tempi di pagamento previsti dalla legge.

Grazie ai “risultati migliorativi” (espressione usata dai revisori nella loro relazione) il Comune deve accantonare appena 300.000 euro per le partecipate. Le spese dei CdA sono state ridotte di oltre il 20% e quelle dei Collegi Sindacali tra il 5% e il 10%.

Nel mondo della partecipate i problemi principali erano 4:

  • Fondazione Teatro Regio
  • Parma Infrastrutture
  • STT
  • ASP ad Personam

La Fondazione Teatro Regio al nostro arrivo rischiava davvero la chiusura a causa del peso dell’indebitamento. Questo debito è stato dimezzato passando da 8,3 milioni a 4,2 con un Patrimonio netto che passa da 106.000 euro a circa 1 milione. Nel 2012 il bilancio aveva chiuso con un passivo di 182.000 euro mentre l’anno prossimo è previsto un utile di 42.000 euro. E’ stato fatto un lavoro di razionalizzazione della spesa e l’anno prossimo potremo investire 300.000 euro in più grazie alla tanto osteggiata tassa di soggiorno.

Parma Infrastrutture pareva in una situazione irrisolvibile. Una società con alti costi dovuti ai servizi che erogava e pochissimi ricavi. Abbiamo costruite un importante piano industriale che reinternalizzava parte dei servizi e garantiva la liquidità necessaria a coprire i rimanenti, oltre a fondamentali accordi con i creditori per rendere i debiti sostenibili. Questo è quanto dicono i revisori dei conti oggi (pagina 33 della loro relazione):

parere dei revisori Parma Infrastrutture

Quel piano è stato approvato con i soli voti della maggioranza. Grazie a quel piano si è passati da una perdita di 15 milioni nel 2016 all’utile di 75.000 euro nel 2016. Il patrimonio netto passa dai 67 milioni del 2012 ai 77 del 2016.

STT Holding ha sotto di se tutta una serie di società che rischiavano di lasciare voragini in città, a partire dalla stazione. Anche in questo caso vi riporto il parere terzo e superpartes dei revisori dei conti (pagina 29 e 30 della relazione):

parere dei revisori STT

Manco a dirlo, il piano a cui si fa riferimento è stato approvato con i soli voti della maggioranza. Piano attraverso il quale si è potuto rinegoziare il debito bancario.

Il patrimonio netto di STT è passato dai 5 milioni del 2012 ai 25 del 2014 (dato a consuntivo, quindi certo). Questo per chi dice che con il fallimento di SPIP si è perso patrimonio. SPIP, ricordo, aveva 45 milioni di terreni e oltre 100 milioni di debiti. Sotto la Holding sono state chiuse o sono in fase di liquidazione:

  • STU Pasubio
  • Casa Adesso
  • Parma Abitare
  • Parma Sviluppo
  • Metro Parma
  • Città delle Scienze

Oltre a queste chiusure ci sono poi tutte quelle esterne a STT. In campagna elettorale avevamo promesso che sarebbe stato ridotto il numero delle partecipate e siamo passati dalle 51 iniziali alle 31 del 2016.

Grazie a queste operazioni potremo salvare parte delle azioni Iren conferite in STT. E’ importante chiedersi cosa fare con quelle azioni. Il PD suggerisce di tenerle e di restare nella multiutility, io ritengo invece che sarebbe il caso di venderle (anche alla luce dell’alto valore attuale in borsa) perché la programmazione di un ente pubblico non può essere volatile e quindi incerta come quella di un titolo in borsa e anche perché il Consiglio Comunale si è espresso a favore di una gestione in-house del servizio dei rifiuti.

Il quarto grande problema era ASP ad Personam. ASP svolge un compito importantissimo di servizi alla persona e se oggi non se ne parla quasi è più è perché grazie al lavoro dell’ex Amministratore Marco Giorgi (ora Direttore Generale del Comune di Parma) si è passati da una perdita di 2,1 milioni di euro annui ad un utile di 120mila euro, senza intaccare il patrimonio netto di 27 milioni.

Rimane da sistemare la situazione di CAL (centro agroalimentare e logistica). Oggi, con l’ultimo piano presentato in commissione, si vede una soluzione positiva anche per questa società.

Finalmente andiamo ad approvare un bilancio a cuor leggero. Finalmente invece che di tagli parliamo di investimenti. E questo è stato reso possibile oltre che dal lavoro di giunta e dipendenti (che ringrazio) anche grazie ai voti espressi da questa maggioranza che ha saputo tirare dritto convinta delle proprie idee. Quei voti hanno salvato la città da quel baratro nel quale hanno cercato di spingerla le opposizioni al grido di “muoia Sansone con tutti i Filistei”.