Oggi sono entrato in un negozio del centro e ne ho approfittato per chiedere come sta andando questo periodo pre-natalizio. Il commerciante mi ha detto che fortunatamente è partito bene, meglio dell’anno scorso. Ha aggiunto entusiasta che ieri il centro così pieno era stupendo. Ha apprezzato sia le luminare che la qualità dei banchi in Piazza Garibaldi, così come sostiene abbiano apprezzato il nostro centro degli amici che sono venuti a trovarlo dalla Toscana, i quali hanno definito la nostra città bellissima.

Non scrivo questo post per autocomplimentarmi su questi aspetti, ognuno di voi è libero di giudicare queste iniziative autonomamente. Scrivo per una riflessione un po’ più profonda. Le luminarie che oggi accendono la nostra città sono frutto di un lavoro ben più complesso e impopolare. Qualche giorno fa leggevo le critiche veementi al Sindaco di Alessandria per la bruttezza proprio dell’albero e delle luminarie. Alessandria, come qualcuno di voi saprà, ha dichiarato il dissesto 3 anni fa, proprio quando noi rischiavamo la stessa fine e una parte della nostra città, capeggiata dal PD in Consiglio Comunale, chiedeva proprio di avviare la procedura di predissesto.

La scelta che abbiamo compiuto non è stata facile. Tasse mantenute al massimo e ricerca di ogni singolo spreco per tentare di salvare i servizi, limitando al minimo storico gli investimenti. Sono stati anni difficili, perché non è possibile spiegare approfonditamente ad ogni singolo cittadino le scelte di bilancio. Tanti di voi, comprensibilmente, vivevano con un certo malumore alcune scelte. Ricordo bene le critiche per il primo albero a pedali. Ma quell’albero rappresentava ciò che poteva permettersi la nostra città. Grazie ai sacrifici di tutti oggi la situazione è ben diversa e, confesso, migliore di quanto avrei scommesso al mio arrivo in Comune.

Quello che vedete oggi non è casuale. È frutto di un lavoro fatto nella consapevolezza che sarebbe stato compreso parecchio tempo dopo. Tenere le barra dritta quando non hai tanta esperienza alle spalle e neanche troppo pelo sullo stomaco non è facile. Ma nonostante sapessimo che quei frutti potevano maturare parecchio tempo dopo non abbiamo mollato, perché, eravamo convinti di fare la cosa giusta, la cosa migliore per il futuro di questa città.

Ecco, se vedete i nostri borghi più belli questo Natale, ricordate che è anche per un lavoro faticoso e spesso criticato, al quale abbiamo dedicato il nostro tempo e le nostre energie negli ultimi 3 anni.